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Social media marketing: advertising a pagamento o strategia organica, quale scegliere?

Vediamo insieme qual è la differenza fra strategia organica e campagne a pagamento.

Con strategia organica si indica l’insieme di azioni che sfruttano le opportunità e le caratteristiche di ciascuna piattaforma social in maniera totalmente gratuita, senza investire nelle opportunità pubblicitarie a pagamento, come ad esempio la pianificazione e la pubblicazione di post, di video, di stories e di reels.

Alla base di queste attività svolte si ha l’algoritmo delle varie piattaforme, che assegna maggiore o minore visibilità a ciascun contenuto considerando una serie di criteri e fattori, che variano da un social network all’altro e mutano nel tempo, riuscendo così a dare in modo naturale una visibilità “soddisfacente” ai propri post.

Altro aspetto da tenere in considerazione è l’insieme di azioni, sia di relazione diretta con gli utenti, sia quelle che nascono e si sviluppano all’interno delle micro community esistenti nel web; per esempio, la pubblicazione di post in particolari gruppi o lo svolgimento di attività di comunicazione personale con influencer e utenti che hanno commentato o lasciato like a precedenti post pubblicati.

Si capisce quindi che l’altra faccia della medaglia della strategia organica siano il community marketing e il marketing relazionale.

L’advertising a pagamento invece utilizza strumenti e tools pubblicitari predisposti dalle varie piattaforme per raggiungere in modo più rapido e mirato un target migliore per il nostro brand e per i nostri servizi e prodotti.

Ogni social consente di affinare la segmentazione del proprio pubblico di riferimento, così da poter presentare ogni inserzione esclusivamente agli utenti più simili alla buyer persona ideale.

A ciascun utente vengono perciò mostrati contenuti sponsorizzati vicini ai suoi interessi, il tutto in un contesto familiare, per una tipologia di ADS che sta man mano diventando sempre meno invasiva!

La strategia organica fornisce sufficiente visibilità?

Attualmente, la visibilità organica dei post pubblicati sulle varie piattaforme social si sta riducendo sempre di più.

Questo perché tutte le grandi piattaforme puntano a monetizzare il più possibile, e la strada più semplice è spingere le aziende a investire in pubblicità.

Bisogna perciò far assaggiare le potenzialità del social in forma gratuita, per ridurre poi la portata organica così da “costringere” le aziende a investire per mantenere questi risultati.

Per questo, le strategie fondate solo su una visibilità organica sono ora destinate ad ottenere esiti sempre più bassi e sempre meno rilevanti.

Anche l’advertising però rischia di essere controproducente se non si basa su una strategia di marketing mirata e funzionale.

È indiscutibile che non investire budget, più o meno significativi, nelle campagne di advertising porti ad ottenere risultati esili e inconsistenti, ma è anche vero che la sola attività di advertising fine a sé stessa non è in grado di sfruttare appieno le potenzialità che un social ha da offrirci.

Questo perché i social appunto si basano su interazioni e relazioni che gli utenti intrattengono, fra loro e con le aziende.

La comunicazione in questo settore è perciò many-to-many, dove nessuno si trova mai in una posizione di privilegio definitivo.

Applicare quindi logiche di comunicazione “classiche” ai social risulta disastroso.

C’è bisogno di dialogo e relazione attiva, dove le aziende si impegnino per risultare davvero interessanti, e seguano le regole della rete a cui ciascun utente è sottoposto.

Per questo, un contenuto pubblicitario deve seguire le logiche della relazione e della ricerca di consenso personale per ottenere effetti positivi, altrimenti, nonostante il numero di utenti raggiunti, pochi risulteranno realmente interessati all’annuncio.

Si può affermare quindi che la strategia migliore sia quella di integrare advertising a pagamento e operatività organica, ma perché questa sia efficace bisogna che ciascuna campagna a pagamento avviata proponga contenuti e modelli tipici delle logiche organiche a clienti potenzialmente a target con quanto offerto.

In pratica, ogni inserzione deve essere concepita in modo da poter innescare effetti relazionali col pubblico di riferimento.

Ricorda: sfruttare al meglio i social equivale a incrementare significativamente la qualità del rapporto azienda/clienti, e allargare il numero di quelli potenziali!

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Quanto influisce la gentilezza dei commessi sulla capacità di acquisto di un cliente e sulla sua fidelizzazione?

Quale sono quindi gli elementi fondamentali che rendono un’impresa competitiva nel suo mercato di riferimento, aiutandola a fidelizzare la propria clientela?
L’empatia e la gentilezza.

Lavorando come Content Creator e collaborando a stretto contatto con attività di vario tipo che operano in differenti settori, mi ritrovo di frequente a leggere e moderare molte recensioni lasciate dagli utenti che hanno interagito con queste, dalle quali emerge che uno dei maggiori elementi di successo risiede proprio nella cordialità e nell’attenzione che è stata riservata al cliente.

Quando un’attività ha tante recensioni positive, solo un 30-40% è ascrivibile alla qualità dei prodotti, mentre un buon 60-70% invece è dovuto, in gran parte, alla gentilezza del personale.

La cortesia, l’allegria, la disponibilità, ma anche l’empatia nei confronti del cliente, stimolano in lui una percezione positiva dell’attività, influenzando al contempo la sua capacità di acquisto e la probabilità che quest’ultimo ritorni.

Quando un cliente non ritrova invece questi elementi in chi gli sta di fronte tende a non valutare al meglio l’azienda, e ciò influisce anche sull’idea che questo andrà a farsi in merito ai vostri prodotti e soprattutto, se siete un’impresa, ai vostri servizi.

Vi sarà capitato di entrare in un negozio oppure in un bar e non percepire empatia nella persona che vi sta davanti, magari perchè scortese, fredda, distaccata, molto occupata oppure distratta.

Da questa unica esperienza può accadere che la prossima volta decidiate comunque di tornare da lui poichè magari si tratta del supermercato sotto casa, ma più probabilmente, se ne avete la possibilità, sarà facile che decidiate di recarvi da un suo competitor, memori della sensazione negativa che avete provato al vostro primo approccio.

In conclusione, la percezione che un cliente ha della tua attività non si basa solamente su cosa puoi offrirgli, ma anche sul come sai offrirlo.

Non lasciare che una giornata storta possa influire sulla percezione che i tuoi clienti hanno di te, rischiando di rovinare la Brand Reputation della tua attività.

Rifletti ora su quante volte ti possa essere capitato, e lascia un like se hai pensato almeno in un’occasione di non mettere più piede all’interno di un negozio a causa del comportamento riscontrato nei titolari oppure nei commessi!

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Come Nascono le Idee?

“Le idee fluttuano intorno a noi, anche se non possiamo vederle ne percepirle!”

La creatività ci permette di collegare fra loro esperienze, concetti e dettagli raccolti dal nostro cervello, spesso anche inconsciamente, dalla realtà che ci circonda, e dar vita così a quelle che chiamiamo “idee”. 

Creiamo quindi qualcosa di nuovo elaborando ciò che già esiste e conosciamo, assemblando sotto una luce diversa i mattoncini che abbiamo a disposizione, per costruire la combinazione vincente!

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